Come funziona il Lenormand
36 immagini semplici – una casa, una nave, una lettera. Come può un mazzo così piccolo dire qualcosa sulla tua vita? Uno sguardo all’origine e al linguaggio delle carte Lenormand.
Le carte risalgono al «Gioco della speranza», un gioco di dadi e carte pubblicato a Norimberga intorno al 1799. Il loro nome l’hanno ricevuto più tardi, da Marie-Anne Lenormand (1772–1843), la cartomante più famosa di Parigi. Che lei stessa abbia usato queste carte non è documentato – ma il suo nome significava lungimiranza, ed è rimasto.
Ogni carta mostra un’immagine della vita quotidiana: casa, strada, lettera, chiave. Poiché conosci queste immagini, le riconosci subito – nei tuoi pensieri e in ciò che incontri. Come le parole, formano una frase solo insieme. Per questo il Lenormand si legge a coppie e a file: la prima carta nomina il tema, la seconda gli dà il colore.
Il Lenormand parla in modo più diretto dei tarocchi. Mostra più ciò che accade che ciò che si sente dentro. Da Conradius le carte restano comunque uno specchio: mostrano possibilità, forze e tendenze. Che cosa ne fai, lo decidi tu.
Come nei tarocchi, la carta pescata è ciò che ti tocca in questo momento. La tua interiorità conosce da tempo la tua domanda. Il Lenormand le dà immagini semplici che la sera forse ritroverai alla lettera – una lettera, una strada, una casa.
Molte immagini del Lenormand hanno una sorella nei tarocchi. Chi conosce entrambi i mazzi vede la stessa forza da due punti di vista:
La Bara↔
La MorteLa Morte porta la stessa fine: qualcosa si è compiuto, può andarsene e fa posto al nuovo.
Il Cuore↔
Due di CoppeIl Due di Coppe mostra lo stesso legame del cuore: due persone si incontrano e si porgono la coppa.
Nella chat ti risponde Cai, la luce di Conradius.
Note legaliPrivacyCondizioni generaliRecessoCondizioni di consegnaCookies